Bruno Bettelli confermato presidente di Federmacchine

La sua rielezione è avvenuta durante l’assemblea annuale della federazione, che ha rappresentato anche l’occasione per presentare il bilancio 2024 e le previsioni 2025 dell'industria italiana del bene strumentale.

Bruno Bettelli, fondatore e Ceo di I-Tech, è stato confermato presidente di Federmacchine per il biennio 2025–2026. La sua rielezione è avvenuta durante l’assemblea annuale della federazione, in un momento cruciale per l’industria italiana del bene strumentale.

Il 2024 si è infatti chiuso con una contrazione generalizzata, in particolare sul mercato interno e nelle importazioni, penalizzate dalla debolezza della domanda e dalle tensioni internazionali. Il fatturato ha registrato una flessione del 7,4%, attestandosi a 52,5 miliardi di euro, ma Bettelli ha sottolineato come l’attività sia rimasta su livelli storicamente elevati, grazie ai risultati positivi degli anni precedenti.

Le consegne dei costruttori italiani sul mercato domestico sono diminuite del 13,7%, fermandosi a 16,4 miliardi, mentre il consumo interno ha subito una contrazione del 14,3%, scendendo a 26 miliardi. Anche le importazioni hanno registrato un calo significativo del 15,2%, attestandosi a 9,8 miliardi. L’export, pur in flessione, ha tenuto meglio: -4,2%, per un totale di 36 miliardi di euro.

Per il 2025, le previsioni indicano una lieve inversione di tendenza, con una crescita del fatturato dell’1,6% a 53,3 miliardi. L’export dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile (+0,6%), mentre il consumo interno è atteso in aumento del 2%, a 26,7 miliardi.

Bettelli ha però espresso preoccupazione per il clima di incertezza generato dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti, principale mercato di destinazione per i macchinari italiani. Pur ritenendo improbabile l’imposizione di dazi troppo elevati, ha sottolineato come i continui annunci del presidente Trump rischino di bloccare gli investimenti e frenare la domanda internazionale.

Sul fronte interno, Bettelli ha evidenziato la necessità di un nuovo piano di politica industriale, in vista della fine dei provvedimenti 4.0 e 5.0 che hanno sostenuto la domanda di tecnologie avanzate.

Chiediamo alle autorità di governo di ragionare da subito su un piano che accompagni l’industria manifatturiera italiana dal 2026 in avanti”, ha affermato.

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