Macinazione primaria per le argille più difficili: le soluzioni Bongioanni
Forte di oltre un secolo di esperienza nel campo, l’azienda ha sviluppato differenti soluzioni per questa delicata fase, tre delle quali dedicate alla frantumazione di argille particolarmente dure e caratterizzate da differenti livelli di umidità.
Nella preparazione delle materie prime per l’industria dei laterizi, la fase di macinazione primaria rappresenta un passaggio strategico per garantire continuità ed efficienza all’intero processo produttivo. Spesso, tuttavia, questo step viene trascurato o posto in secondo piano. Bongioanni, forte di oltre un secolo di esperienza nel comparto, ha sviluppato differenti soluzioni per questa delicata fase, tre delle quali dedicate alla frantumazione di argille particolarmente dure e caratterizzate da differenti livelli di umidità. L’obiettivo progettuale comune ai tre impianti è ottenere una pezzatura ottimale in uscita, in grado di assicurare il corretto funzionamento delle successive fasi di lavorazione e ridurre il rischio di sovraccarico degli impianti a valle.
612FR: frantumazione efficace delle grandi zolle
Pensato per il trattamento di grandi zolle di argilla dura provenienti dalla cava, il frantumatore 612FR nasce con l’obiettivo di ottimizzare le successive lavorazioni del materiale. La struttura della macchina è composta da due robusti fianchi in acciaio che supportano i rulli di frantumazione costituiti da alberi equipaggiati con dischi sagomati a stella a sette punte uncinate, dotate di riporti antiusura. I due rulli ruotano verso il centro alla stessa velocità, forzando l’argilla nello spazio di frantumazione e garantendo una pezzatura finale compatibile con le lavorazioni successive. L’alimentazione del materiale avviene tramite una robusta tramoggia che integra raschiatori per la pulizia dei rulli, mentre la trasmissione del movimento è affidata a due motori collegati, attraverso un sistema a cinghia, ai riduttori coassiali montati sugli alberi.
RR1200: il rompizolle progettato per argille dure e pietrose
Il rompizolle RR1200 è stato sviluppato per la lavorazione di argille dure con eventuali intrusioni di pietre provenienti dalla cava, migliorando l’efficienza delle successive fasi di processo. La macchina utilizza due alberi che ruotano alla stessa velocità, movimentati tramite trasmissione a cinghia e riduttori coassiali. Sugli alberi sono installati dischi sagomati a stella multi-punta in acciaio antiusura, ulteriormente rinforzati mediante saldatura, con il compito di frantumare e sminuzzare il materiale. Particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti di sicurezza e affidabilità operativa. Ogni puleggia è infatti dotata di una spina di rottura meccanica, mentre entrambi gli alberi dispongono di controlla-giri. In caso di superamento degli sforzi massimi previsti, la spina di sicurezza si rompe e il sistema arresta automaticamente sia l’alimentazione elettrica ai motori, sia il flusso di argilla verso la macchina. Anche in questo caso, l’alimentazione dell’argilla avviene dall’alto tramite nastro trasportatore e tramoggia di carico, dotata di raschiatori per garantire la pulizia dei rulli. Su richiesta, la macchina può essere equipaggiata con un terzo albero aspi a comando indipendente.
13LD: il laminatoio disintegratore per la prelavorazione dell’argilla
Il laminatoio disintegratore 13LD è stato progettato per lo sminuzzamento dell’argilla e per lo sgretolamento delle pietre residue nella fase di prelavorazione, fino a ottenere una pezzatura idonea ad alimentare un laminatoio sgrossatore. La macchina si distingue per una configurazione tecnica che prevede un rullo liscio di grande diametro e bassa velocità contrapposto a un secondo rullo, di diametro inferiore, equipaggiato con lame intercambiabili e caratterizzato da un’elevata velocità di rotazione. L’azione combinata dei due rulli convoglia il materiale verso il centro della macchina, consentendo un’efficace riduzione granulometrica dell’argilla e la frantumazione delle pietre presenti nel materiale. A completare il sistema sono presenti ponticelli di rottura studiati per assorbire eventuali sovraccarichi accidentali tra i rulli. L’alimentazione avviene dall’alto tramite nastro trasportatore, mentre una tramoggia di carico indirizza il materiale verso la zona di lavorazione.
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