Grupo Pamesa supera 1,14 miliardi di euro e spinge sugli investimenti
La divisione ceramica ha realizzato oltre l’80% del fatturato di gruppo. Stanziati 120 milioni di euro per investimenti nel 2026.
by Milena Bernardi
In un contesto ancora complesso per l’industria ceramica europea, Grupo Pamesa archivia il 2025 con risultati positivi confermando nel contempo un forte programma di investimenti industriali e in efficienza energetica.
Il gruppo spagnolo guidato da Fernando Roig, primo in Europa per volumi di piastrelle prodotti, ha chiuso l’esercizio con un fatturato consolidato di 1.147 milioni di euro, in crescita dell’1% rispetto al 2024. L’utile ante imposte è sceso da 114 a 101 milioni di euro, con un margine dell’8,6% sulle vendite. Sugli utili del gruppo hanno pesato soprattutto i maggiori costi associati ai diritti di emissione di CO2 (ETS), raddoppiati in un anno da 12,7 a 25,2 milioni di euro.
Ceramica stabile, crescono i business complementari
Al 31 dicembre 2025, tutte e tre le business unit del gruppo hanno mostrato andamenti in linea con le previsioni, pur con dinamiche differenziate.
Oltre l’80% del fatturato è stato generato nel core business ceramico che ha mantenuto stabile il proprio volume d’affari a 926 milioni di euro, di cui il 67% da esportazioni in 162 Paesi. La produzione si è attestata sui 90 milioni di metri quadrati, in lieve aumento rispetto al 2024. Fernando Roig auspica peraltro di mantenere la tendenza al rialzo anche nel 2026, con un ulteriore incremento dei volumi prodotti di circa il 5% e un parallelo aumento delle vendite tra il 3 e il 5%. Nel comparto delle piastrelle ceramiche il Gruppo Pamesa opera attraverso otto marchi (Pamesa, Navarti, Geotiles, TAU, Prissmacer, Ecoceramic, Ascale e Natucer, acquisita a fine luglio 2025), dieci stabilimenti produttivi, sei impianti di atomizzazione, tre centri di levigatura e 11 centri logistici.
In forte crescita nel 2025 la divisione energia i cui ricavi sono saliti da 39 a 45 milioni di euro (+16% sul 2024), mentre la divisione materie prime – Pamesa possiede sei siti di estrazione in Spagna – ha registrato un incremento delle vendite del 6%, da 168 a 177 milioni di euro.
Un piano investimenti sempre più rafforzato
Nel campo degli investimenti, Grupo Pamesa ha proseguito nel 2025 il rafforzamento della propria strategia orientata a innovazione, efficienza e sostenibilità, con investimenti complessivi pari a 117 milioni di euro. Tra i principali interventi figurano l’introduzione di due nuove presse continue nello stabilimento di Almazora e di un terzo forno nell’impianto di Ascale finalizzato al potenziamento della capacità produttiva del gruppo, nonché l’installazione di una stampante a 24 barre colore (unica nel settore in Europa). A questi si aggiungono nuovi investimenti nelle attività estrattive, l’ampliamento dello showroom Geotiles, oltre all’incremento della capacità produttiva negli stabilimenti di Onda e all’ingresso di Natucer nel perimetro del gruppo.
In prospettiva, il piano investimenti per il 2026 conferma il mantenimento di questo ritmo, con uno stanziamento previsto di 120 milioni di euro. Tra le iniziative previste: il rinnovamento degli uffici e dello showroom Natucer e l’ampliamento dello showroom Ecoceramic, già completati nel mese di febbraio, l’avvio di un nuovo essiccatoio nello stabilimento Natucer e di una nuova linea per grandi formati 120×280 cm in Pamesa Porcelánico, oltre ad una serie di investimenti dedicati alla sostenibilità che si conferma uno degli assi centrali della strategia di Pamesa. In questo ambito spiccano interventi volti al risparmio energetico per 15 milioni di euro e l’installazione del primo forno 100% elettrico in Ecoporcelánico, oltre al progetto più rilevante, “Pamesa Net Zero”.
Pamesa Net Zero
Co un investimento di 74 milioni di euro interamente autofinanziato, il progetto “Pamesa Net Zero” è sviluppato in collaborazione con Umbrella Global Energy. Prevede la realizzazione di una piattaforma energetica integrata basata su 80 MWp di fotovoltaico e 366 MWh di accumulo tramite batterie che si sommeranno alla capacità rinnovabile già esistente fino a raggiungere una potenza complessiva di 100 MWp per una produzione annua stimata di 113.000 MWh.
Energia pulita, riciclo e riqualificazione delle cave
Sul fronte ambientale e dell’efficienza energetica, il gruppo Pamesa promuove un modello basato sul principio “rifiuti zero”, attraverso il recupero completo dei fanghi e dei rifiuti solidi generati dall’attività produttiva, pari a 1,4 milioni di litri di acque reflue e oltre 216.000 tonnellate di rifiuti all’anno. Va inoltre sottolineato che il 7% della produzione incorpora materiali riciclati, mentre in tutti gli stabilimenti viene incentivato il riutilizzo dei pallet.
In ambito energetico, Pamesa dispone già di un parco fotovoltaico superiore a 121.000 m² con una potenza installata di 22,6 MWp, in grado di alimentare oltre 9.000 abitazioni ed evitare l’emissione di più di 5.200 tonnellate di CO₂ all’anno. A questo si aggiunge un sistema di recupero del calore che consente il riutilizzo dell’energia generata dai forni, con oltre 76.000 MWh recuperati annualmente e un risparmio emissivo superiore a 15.500 tonnellate di CO₂. Nel complesso, le misure adottate in ambito energetico e ambientale permettono al gruppo di evitare oltre 20.700 tonnellate di CO₂ ogni anno, equivalenti alla capacità di assorbimento di circa 700.000 alberi.
Un impegno diffuso viene riservato anche alle attività estrattive: dei 22 ettari della cava Valdecastillo a Seno (Teruel), acquisita nel 2020, 10 sono già stati sfruttati e si trovano attualmente in fase di ripristino ambientale per il loro ritorno all’uso agricolo originale.
Il nodo della cogenerazione
Per quanto riguarda la cogenerazione, Pamesa segnala i gravi problemi derivanti dalla mancanza di un quadro normativo di riferimento che garantisca la continuità degli impianti: nonostante una capacità installata pari a 100 MW, dal 2022 circa il 30% dei macchinari ha esaurito il proprio ciclo di vita senza possibilità di rinnovo, con evidenti ripercussioni sulla competitività industriale.
L’azienda sottolinea che la bozza di aste presentata nel 2021 non è mai stata attuata, mentre la proposta prevista per il 2025 introduce condizioni che potrebbero penalizzare il settore, come l’obbligo di un 30% di autoconsumo, difficilmente compatibile con i processi produttivi ceramici.
Cresce il numero dei dipendenti
Sul piano occupazionale, nel 2025 il Gruppo Pamesa ha proseguito il rafforzamento del proprio staff, considerato uno dei principali driver di crescita. Considerando anche l’acquisizione di Natucer, a fine esercizio l’organico del gruppo è cresciuto del 12%, raggiungendo quota 3.469 unità di cui il 97% a tempo indeterminato. Pamesa assorbe attualmente il 22% dell’occupazione della provincia di Castellon attiva nell’industria ceramica a cui destina una retribuzione netta del 38% superiore alla media nazionale e del 23% superiore a quella del settore. Nel corso del 2025 sono stati inoltre distribuiti oltre 10,6 milioni di euro al personale sotto forma di incentivi.
Cover photo: Fernando Roig
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